Terzo monumento ai caduti

Il terzo monumento ai caduti a Figline Valdarno

Nella prima metà dello scorso secolo l’Europa e alcune parti del mondo furono devastate da due guerre che perciò vengono chiamate “grandi guerre” o anche “guerre mondiali”. Morirono milioni di persone tra le popolazioni civili e altri milioni di soldati. L’Italia partecipò ad ambedue le guerre e pagò il suo tributo di morti.
Finita la prima delle guerre il piccolo comune di Figline nel Valdarno volle onorare i suoi cittadini che erano caduto come soldati, e dedicò a loro un monumento di sapore ottocentesco, ponendolo al centro della più importante piazza del paese, la Piazza Marsilio Ficino. Recentemente il monumento fu rimosso e collocato in uno spazio di risulta dove è abbandonato ad atti di vandalismo e a numerosi piccioni che lo usano come trespolo.
Finita la seconda guerra Figline Valdarno volle nuovamente onorare i soldati caduti e pose un nuovo monumento del quale però è meglio tacere. Per fortuna il tempo ne sta cancellando le tracce.
È notevole come in ambedue i casi fu onorato solo il ricordo degli uomini morti soldati in combattimento, mentre anziani, donne e bambini morti civili non furono ritenuti degni di essere ricordati.
Quest’anno Figline Valdarno si è nuovamente ricordato dei suoi morti nelle guerre e ha dedicato a loro il monumento che si vede nella foto. È quindi il terzo della serie. Anche questa volta il monumento celebra solo i soldati, maschi. Nessun cenno alle sofferenze della popolazione civile e al numero dei morti civili, che a Figline e nei dintorni fu molto altra. Infatti durante la seconda guerra il fronte passò per lungo tempo anche dal Valdarno e la perdita di vite fu notevole.
A un centinaio di anni dalle guerre una una visione più ampia e meno sessista della sofferenza sarebbe stata indice di maturità, indice di riflessione, indice del fatto che si è capito che le guerre sono da ripudiare.
Lo dice pure la Costituzione.

    • bwohack

      Che durante le guerre muoiono dei soldati fa parte del gioco. Erigere dei gran monumenti alla loro memoria e depositarci periodicamente delle corone e indi far eseguire l’inno nazionale mi sembra tanto costruttivo quanto piangere sul latte versato. Più intelligente sarebbe agire sulle cause.
      Inoltre penso che i morti di guerra godono di uguali diritti, tanto i bambini e le donne quanto i soldati maschi.

      • parapigliati

        Condivido quello che hai scritto ma, volendo fare l’avvocato del diavolo, forse il monumento vuole distinguere fra i soldati che morirono combattendo per la patria e i bambini e le donne forse considerati vittime “collaterali”…

  1. bwohack

    Già.
    Ovviamente per gli amministratori di Figline, eletti dal 54% della populazione, soldati combatteni valgono, le vittime collaterali no. E sono in buona compagnia: basta guardare alla “guerra al terrorismo” condotto dagli USA contro vari paesi arabi. E alla reazione rabbiosamente scomposta degli USA quando qualcuno come Wikileaks rende pubblico dell’evidenza sul enorme numero di vittime collaterali.
    Ancora ci sono mete da raggiungere …

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