Antiche mura riciclate

Parte delle antiche mura di Figline riciclate come civile abitazione

Figline conserva ancora buona parte delle sue mura trecentesche che permettono di farsi un’idea dell’architettura militare del Medioevo.
A partire dall’anno Mille abbiamo indizi dell’esistenza di piccoli insediamenti fortificati sulle colline sopra fiume Arno nella zona oggi occupata da Figline. Figline il cui vecchio nome era Feghine non indicava un solo villaggio o castello, bensì un’area più vasta, nella quale si trovavano diversi insediamenti. Il nome Feghine che derivava probabilmente da figulinae, termine latino che indicava una fornace da mattoni e da vasellame. Infatti il terreno delle colline e le argille dei fiumi locali rappresentano ottime materie prime per la fabbricazione di laterizi e ceramiche.
Intorno alla metà del Trecento è ben documentata costruzione delle mura che in buona parte possimo vedere ancora oggi. Le mura avevano uno sviluppo di circa 1500 metri e disponevano di 19-20 torri e 4 porte.
Erano costruite con pietre tagliate che in parte provenivano da case diroccate o da case che dovevano essere abbattute perché si trovavano sul tracciato delle nuove mura. Venivano pure usati i pillori di fiume, cioè pietre arrotondate dal continuo rotolare nella corrente dell’Arno.
Un fossato era stato scavato tutt’intorno alle mura ed era alimentato dall’acqua che scendeva dalle colline a monte sulle quali un tempo sorgeva il vecchio Castello di Feghine. Per meglio sorvegliare le mura, oltre al fossato che girava tutt’intorno, c’era anche una strada che costeggiava tutto il circuito delle mura dall’interno. Alla fine del secolo Figline contava una popolazione di circa 250 famiglie sottoposte al fisco. Questo equivale 1000 – 1200 persone che vivevano ben protette dalle fortificazioni.
Era proibito costruire case addossate alle mura, per scongiurare l’eventualità che il nemico, con la complicità di qualcuno, potesse segretamente scavarle o minarle dall’interno. Questa proibizione resterà fino al 1700, quando ormai era chiaro che le mura avevano perduto ogni valore strategico e militare. E i figlinesi iniziarono a riciclare le antiche mura come sostegno per costruzioni civili garantendo in tal modo la loro sopravvivenza.
Un bel tratto di mura si trova lungo la Piazza Baden Powell e il Giardino Morelli. Evidente sono le attività di riciclo delle antiche mura solidissime. Si vede bene come vari edifici sono state addossate alle mura e come le torri sone state tamponate all’interno per ricavare stanze da civile abitazione e magazzini al piano terra.

Un Commento

  1. skaiosgaio

    Molto interessante. Anche a Roma, lungo le mura aureliane, si trovano ricordi di vecchie case inglobate nelle mura. La costruzione, infatti, avvenne in tutta fretta perché si temeva l’arrivo dei barbari.

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