Categoria: Animali

Piccioni sui tetti

Un gruppo di piccioni infreddoliti sul tetto della Collegiata a Figline Valdarno

Il piccione (Columba livia) è una specie di Columbide molto diffusa; dalla sua forma domestica Columba livia var. domestica, discendono i colombi semi-selvatici diffusi sia in Italia che all’estero, soprattutto intorno alle piazze delle città. Il nome piccione viene spesso usato per indicare tutti gli individui delle circa 300 specie di Columbidi esistenti.
I piccioni sono uccelli resistenti e veloce nel volo, perché il loro habitat originale erano le scogliere. Da qui deriva la loro abitudine di vivere sui cornicioni degli edifici e la loro notevole abilità ad evitare gli ostacoli improvvisi come le auto. Infatti sulle scogliere dovevano riuscire a virare in spazi molto ristretti. I muscoli delle loro ali sono i più potenti tra gli uccelli, se rapportati alle loro dimensioni.
La vita di un piccione comune varia dai 3 ai 5 anni, ma può raggiungere fino a 15 anni. Sono granivori, quindi la loro alimentazione consiste in cereali e leguminose, che sono facilissimi da trovare in città.
Una coppia di piccioni cova uno o due uova di colore bianco per volta, per circa 21 giorni. Il maschio e la femmina si alternano nel compito. I nascituri vengono alimentati dalla coppia per i primi 5 giorni con una specie di latte proveniente dal gozzo dei genitori e per i giorni successivi l’alimentazione sarà una miscela tra latte, grani e semi, che i genitori non durano fatica a trovare in giro ovunque.
In un mese i piccoli dei piccioni sono pronti per volare ed abbandonare il nido. Dopo sei mesi sono in grado di riprodursi; questo spiega perché sono così numerosi.
Nel centro antico di Figline sono presenti ancora alcune torri colombaie, in Toscana chiamate piccionaie, che venivano utilizzate per l’allevamento dei piccioni fino a tempi molto recenti. Tipicamente sono di forma quadrangolare e all’interno si trovano le cellette che ospitavano i volatili.
Nella foto un folto gruppo di piccioni infreddoliti sul tetto della Collegiata a Figline Valdarno.

Bombi e corbezzoli

Un bombo (Bombus terrestris) su fiorellini di corbezzolo (Arbutus unedo)

Gli animali pazzi di caldo
Così si intitola un lungo e circostanziato articolo su Repubblica apparso oggi. Pare che da settimane i lupi sull’Appennino stanno combinando di tutte, in grosso anticipo sulla stagione primaverile. E gli etologi avvertono: si è già modificata la fisiologia della fauna.

Insomma, l’orologio della natura è in tilt.
Giù nella vallata dell’Arno, qui a Figline, i lupi non ci sono. Ma da tempo sto osservando un comportamento di api e apoidi decisamente fuori dalla norma del loro ciclo vitale. Ho scattato la foto qui sopra ieri, il 28 gennaio. E il bombo (Bombus terrestris) non era un povero insetto smarrito nel freddo, ma bensì dozzine di allegri bombi ronzano in giro per Figline concentrandosi su cespugli e alberi di corbezzolo (Arbutus unedo) che per fortuna abbondano nei giardini pubblici e privati di Figline Valdarno. Già i corbezzoli! Anche loro dovrebbero aver ormai da tempo esaurito il loro ciclo di fioritura: invece a giudicare dal gradimento dei numerosi bombi è evidente che i fiorellini bianchi dei corbezzoli continuano a produrre nettare a sufficienza per fornire un valido nutrimento ai piccoli e indefessi impollinatori. Peccato però che attualmente sui campi e negli orti non ci sia nulla da impollinare, data la stagione.
E non stanno volando solo i bombi comuni, ho osservato anche api selvatiche e perfino una farfalla “occhio di pavone”.
Spero solo che il freddo annunciato per i prossimi giorni non recherà troppo danno ai nostri piccoli collaboratori precoci.

Passeggiare il cane

Un cittadino di Figline passeggia il suo cane nel fiume Arno

Siamo alla fine del mese di luglio. A Figline nella vallata del fiume Arno, in Toscana, Italia.
Fa caldo.
Ne soffrono non solo gli uomini ma anche gli animali.
Ognuno tenta di difendersi dal caldo come meglio può. Chi se lo può permettere sta sotto l’aria condizionata per la maggior parte della giornata.
La vendita di bibite ghiacciate e di gelati ha la solita impennata stagionale.
Una parte degli Italiani è partito per le vacanze, chi in Italia, chi all’estero, chi al mare e chi in montagna. In compenso i cittadini europei che abitano nei paesi più a nord sono calati in massa al sud ed affollano gli agriturismi toscani.
Qui a Figline la vita scorre ancora più calma e lenta del solito.
E il fiume Arno che lambisce la cittadina ad oriente porta poca acqua dato che è a regime torrentizio; a vederlo scorrere così placido e tranquillo come in queste settimane resta difficile credere che possa trasformarsi in poche ore in una furia devastante capace di distruggere tutto quello che incontra, come fece durante la storica alluvione di quaranta e più anni fa.
Un cittadino di Figline che sta passeggiando il suo bel cane ha un’idea geniale: cammina direttamente dentro l’acqua. Ogni tanto attraversa il fiume per sfruttare la sponda più adatta al passeggiare. Evidentemente è pratico del fiume Arno e dei suoi guadi. Il cane ha l’aria felicissima e quando l’acqua si fa profondo abbastanza si lancia in brevi nuotate.
Italians do it better :-)

Sant’Antonio e i Cavalieri delle Balze a Figline

Benedizione degli animali per Sant'Antonio a Figline Valdarno con partecipazione dei Cavallieri delle Balze

La scorsa domenica, dedicata a Sant’Antonio si è svolto la consueta benedizione degli animali in piazza Marsilio Ficino a Figline Valdarno. La cerimonia viene officiata dal parroco della Collegiata di Santa Maria. Tanti fedeli parteciparono con i loro cani, gatti, criceti e pesciolini rossi, e quant’altro. Era pure presente anche un folto gruppo di Cavallieri delle Balze.
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Il bar delle api

Ape al bar in Corso Mazzini

All’inizio dell’autunno abbiamo a Figline un bar molto ben frequentato dalle api del Valdarno. Il proprietario del bar ha scelto dei bei esemplari di elaeagnus fragrans come piante verdi da collocare intorno ai tavoli all’aperto e le piante ora sono in pieno fiore. I fiori sono piccoli ma abbondanti e molto fragranti – e soprattutto pieni di nettare particolarmente gradito alle api, che tutti i giorni arrivano in gran numero.