Categoria: Donne

Filare la lana

Una signora anziana fila la lana

Probabilmente nel Paleolitico era già nota la filatura, ma di sicuro nel Neolitico si filavano a mano fibre di lana e forse di canapa e lino, come testimoniano fusaiole e pesi per telaio in argilla trovati in scavi archeologici in varie parti d’Italia. L’accoppiamento tra un fuso e un volano, per ottenere rapidamente filati continui ritorti e di buona quantità, e l’uso della rocca risalgono alle più antiche civiltà umane.
Il metodo più antico per filare lana e altre fibre, e anche più comodo e facile, è quello di filare con il fuso. È comodo, poco ingombrante, e tutto l’occorrente è facilmente trasportabile in una borsa.
Prima della filatura va eseguito la cardatura che garantisce che alla fine i fili si presentino paralleli tra di loro. La lana cardata contiene fibre di tutte le lunghezze e il filato che si ottiene normalmente e’ soffice e un po’ peloso. Dopo la filatura le fibre si presenteranno ben orientate ma in modo casuale per quanto riguarda il colore e quindi formeranno una serie infinita di variazioni cromatiche che sono tipiche della lana “fatta a mano”.
Il sistema migliore per imparare a filare la lana (e anche le altre fibre) è proprio quello di osservare qualcuno mentre fila. Attualmente potete trovare una signora espertissima in questo mestiere antichissimo in Piazza Serristori a Figline Valdarno. Ma affrettatevi perché la dimostrazione della filatura è disponibile solo durante lo svolgimento di Autumnia, cioé questo fine settimana. (9 e 10 novembre 2012)

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La fatina dei denti

Due fatine girano per la notte di Figline Valdarno

Nella notte a Figline girano le fatine e si fanno pure fotografare!
Le fatine dei denti sone creature fantastice. La loro origine è avvolta nel mistero. Secondo alcune ipotesi sono prodotti spontanee della natura. Varie fonti letterarie attestano che le fatine abitano spesso in palazzi sotterranei molto lussuosi, accessibili solo a personaggi prescelti. Possono raggiungere un’ età molto avanzata, ma hanno la possibilità di mostrarsi sotto qualsiasi spoglia esse vogliano, che sia di bambina, di giovane o di anziana. Hanno infatti pieni poteri di trasformarsi in ciò che vogliono.
Dedite alla raccolta dei dentini di latte e alla distribuzione di soldini, amano girare nottetempo, seguendo scrupolosamente il rituale di ritirarsi prima del sorgere del sole.
I genitori raccontano ai propri figli, dell’esistenza di queste fatine. Quando il bambino perde un dente di latte, lo deve mettere sotto sotto un bicchiere e la mattino dopo troverà un soldino al posto del dentino.
Ho fatto una indgine informale tra i miei giovanissimi amici, quelli che infatti recentemente hanno perso un dentino di latte, e il risultato mostra che le fatine dei denti ultimamente sono state molto indaffarate in giro per il Valdarno.

Gelato artigianale italiano

Gelato artigianale italiano in Piazza Serristori, Figline Valdarno

La storia del gelato è lunga e ha inizio probabilmente con i nostri antenati, gli Neanderthaliani. Pare che già uomini di Neanderthal nascondevano bacche e frutti secchi tra le nevi allo scopo di conservarle a lungo.
In tempi più vicini a noi l’Italia ha avuto un posto importantissimo nello sviluppo e la diffusione della cultura del gelato. Tant’è vero che all’estero spesso si vedono insegne del tipo “vero gelato italiano”. È comunque un fatto piuttosto recente che il gelato venga consumato in notevoli quantità anche durante i mesi invernali. Nel antico centro di Figline Valdarno, in Piazza Serristori dritto davanti al teatro, una gelateria ha collocato un carrettino tradizionale per attirare la clientela.
Ma una signora di passaggio proprio non sembra volersi fermare, anzi non degna il carrettino neppure di una occhiata. Probabilmente il freddo abbastanza intenso di questi giorni le ha fatto passare la voglia di mangiare un buon gelato artigianale italiano. Il bel sole che fa brillare l’acqua che casca della fontana inganna: fa freddo, come del resto è normale, dato che siamo in pieno inverno.

Turismo a Figline

una giovane turista si riposa su una panchina vicino alla piazza centrale

Nella provincia solo Firenze, il capoluogo, riesce attirare più turisti di Figline nel Valdarno. Inoltre la presenza dei turisti si estende mediamente fino a una settimana.
Questi fatti, all’apparenza sorprendenti, si spiegano facilmente.
Indubbiamente il territorio del comune è bellissimo, tipicamente toscano, e il centro della cittadina è costituito da un incantevole nucleo storico piuttosto ben conservato.
Ma la vera forza di Figline sta nella sua vicinanza a Firenze, e nel suo ottimo collegamento con il capoluogo toscano. È facile raggiungere Firenze in macchina, ma ancora più facile, e sicuramente meno stressante è salire sul treno alla stazione di Figline.
Infatti è possibile raggiunge la stazione centrale di Firenze in soli 20 minuti e i treni sono frequenti, spesso puntuali, sebbene un po’ traballanti. Un percorso di soli 20 minuti per raggiungere il centro storico di Firenze con tutti i suoi mitici luoghi da visitare è meno di quanto un turista deve mettere in conto se alloggia nella periferia di Firenze cercando di risparmiare un po’. I prezzi a Figline sono concorrenziali con quelli di Firenze!
Le strutture ricettive di Figline sono molto numerose e coprono ogni tipi di richiesta: alberghi, agriturismi e un grande campeggio ben organizzato.
Quindi è ovvio che a Figline si incontrano spesso dei turisti, specie dal Nord dell’Europa, e che si sente parlare tante lingue straniere. Nella foto una giovane turista (svedese?) ha trovato l’unica panchina nei pressi della storica piazza centrale e si consulta con il suo cellulare.