Categoria: Tecnologia

Bicicletta nel sottopasso

Un anziano percorre in bicicletta il sottopasso della ferrovia

Il territorio comunale di Figline nel Valdarno è molto favorevole all’uso della bici. Infatti un crescente numero di cittadini si serve di questo mezzo ecologico e efficiente per i suoi spostamenti quotidiani. Solo su poche strade il traffico è intenso e quindi la convivenza tra macchine e bici si fa difficile, soprattutto sulla strada SS69 che attraversa Figline in modo verticale. Altrimenti qui in bici si viaggia proprio bene. Figline è pieno di stradine e vicoli antichi così stretti che passarci in macchina non è proprio possibile mentre in bici anche lì si viaggia alla grande. Oltre che dalla SS69 Figline è pure squarciata dai binari ferroviari più trafficati dell’Italia che corrono su una tratta sopraelevata. Numerosi sono i sottopassi, che hanno in comune di essere troppo stretti per il traffico con mezzi moderni. Motivo in più per inforcare una bici e spostarsi rapidamente potendo usare la strada più diretta che conduce alla meta.

Annunci

Figline in bici

Un anziano in bici a Figline Valdarno

La bicicletta è l’ideale strumento di trasporto, caratterizzato dall’inquinamento ambientale pressoché nullo, costi modesti, effetti positivi sulla salute, piacevolezza nell’uso, bassi ingombri del mezzo parcheggiato, facilita le relazioni sociali e predisposizione al turismo.
In relazione agli altri mezzi di trasporto la bicicletta risulta il mezzo con minore dispendio di energie calcolato come rapporto di energia spesa in rapporto alle persone trasportate.
La manutenzione della bicicletta è alla portata di tutti per difficoltà tecnica e attrezzatura richiesta, quindi ne accentua l’aspetto di mezzo popolare e indifferente alle classi sociali, e incoraggia l’autoriparazione dei propri strumenti.
La bicicletta è stata fino a pochi decenni fa un mezzo fondamentale di trasporto, spesso l’unico a disposizione delle classi meno agiate. Lo sviluppo economico ha poi portato ad un’importante diffusione dell’automobile, che ha in gran parte soppiantato l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto.
Con l’aumento del traffico urbano, però, il trasporto motorizzato individuale ha raggiunto i limiti del suo sviluppo, soprattutto nei centri urbani, e l’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto è ridiventato concorrenziale.
Sui percorsi urbani congestionati la bicicletta si dimostra spesso il mezzo più veloce, in particolare sui percorsi sotto i 10 km. Il vantaggio aumenta notevolmente se si includono i tempi e costi di parcheggio, e diventa incolmabile se vengono conteggiate anche le ore di lavoro necessarie a mantenere un’autovettura.
A favore della bicicletta, in qualità di mezzo di trasporto urbano, vanno ad aggiungersi l’estrema economicità rispetto agli altri mezzi e l’impatto ambientale nullo.

Milpitas e Figline

Un ponte tra Milpitas e Figline

Una delegazione di amministratori toscani unitamente al sincaco di Figline Valdarno, Riccardo Nocentini, e collaboratori è partita per Milpitas per discutere di possibile gemellaggio e altro.

Milpitas è una città nel County di Santa Clara in California. Si trova tra le città di San Jose a sud e Fremont a nord, alla fine della State Route 237 e in generale tra le Interstates 680 e 880 che attraversano il suo territorio da nord a sud. Insiema a Alameda County direttamente a nord, Milpitas si colloca nel estremo nordest della South Bay, confinando con la East Bay e Fremont. Milpitas si trova nella Silicon Valley. I quartieri generali di Maxtor, LSI Corporation, Flextronics, Adaptec, Intersil, Cisco Systems, JDSU e SanDisk sono situati all’interno delle zone industriali di Milpitas. Secondo il census del 2010 i suoi abitanti ammontano a 67 000.

Il nome Milpitas e il diminuitivo plurale di “milpa”, una parola messicano-spagnolo che significa “campo di mais”. Perciò vuol dire “Posto di piccoli campi di mais”.

In occasione della Giornata della Terra, aprile 22, 2009, la Silicone Valley Unwired, una partnership pubblico-privata ha messo a disposizione della città intera una rete municipale wireless WiFi. Questa è la seconda rete municipale wireless pienamente funzionante, che garantisce accesso a Internet gratuito a tutti i cittadini, a unirsi alla rete WiFi di Google a Mountain View.

I bellissimi arcobaleni di questi giorni sembrano di buon augurio per una lunga e fruttuosa collaborazione tra Figline e Milpitas.

Fonte dell’ info su Milpitas è Wikipedia

Antiche mura riciclate

Parte delle antiche mura di Figline riciclate come civile abitazione

Figline conserva ancora buona parte delle sue mura trecentesche che permettono di farsi un’idea dell’architettura militare del Medioevo.
A partire dall’anno Mille abbiamo indizi dell’esistenza di piccoli insediamenti fortificati sulle colline sopra fiume Arno nella zona oggi occupata da Figline. Figline il cui vecchio nome era Feghine non indicava un solo villaggio o castello, bensì un’area più vasta, nella quale si trovavano diversi insediamenti. Il nome Feghine che derivava probabilmente da figulinae, termine latino che indicava una fornace da mattoni e da vasellame. Infatti il terreno delle colline e le argille dei fiumi locali rappresentano ottime materie prime per la fabbricazione di laterizi e ceramiche.
Intorno alla metà del Trecento è ben documentata costruzione delle mura che in buona parte possimo vedere ancora oggi. Le mura avevano uno sviluppo di circa 1500 metri e disponevano di 19-20 torri e 4 porte.
Erano costruite con pietre tagliate che in parte provenivano da case diroccate o da case che dovevano essere abbattute perché si trovavano sul tracciato delle nuove mura. Venivano pure usati i pillori di fiume, cioè pietre arrotondate dal continuo rotolare nella corrente dell’Arno.
Un fossato era stato scavato tutt’intorno alle mura ed era alimentato dall’acqua che scendeva dalle colline a monte sulle quali un tempo sorgeva il vecchio Castello di Feghine. Per meglio sorvegliare le mura, oltre al fossato che girava tutt’intorno, c’era anche una strada che costeggiava tutto il circuito delle mura dall’interno. Alla fine del secolo Figline contava una popolazione di circa 250 famiglie sottoposte al fisco. Questo equivale 1000 – 1200 persone che vivevano ben protette dalle fortificazioni.
Era proibito costruire case addossate alle mura, per scongiurare l’eventualità che il nemico, con la complicità di qualcuno, potesse segretamente scavarle o minarle dall’interno. Questa proibizione resterà fino al 1700, quando ormai era chiaro che le mura avevano perduto ogni valore strategico e militare. E i figlinesi iniziarono a riciclare le antiche mura come sostegno per costruzioni civili garantendo in tal modo la loro sopravvivenza.
Un bel tratto di mura si trova lungo la Piazza Baden Powell e il Giardino Morelli. Evidente sono le attività di riciclo delle antiche mura solidissime. Si vede bene come vari edifici sono state addossate alle mura e come le torri sone state tamponate all’interno per ricavare stanze da civile abitazione e magazzini al piano terra.

Luminarie a Figline

Le luminarie sono decorazioni luminose usate per addobbare strade e monumenti durante le festività, specie quella di Natale e capodanno. Hanno la loro origine nell’uso di luci decorativi per dare significato speciale e un tocco particolarmente festoso certi giorni dell’anno. L’use della luce a tale scopo è comune a tante culture attorno al globo, e per niente limitato a paesi di maggioranza Cristiana, anche se un albero festosamente decorato con giochi di luce ha conquistato buona parte del mondo anche non Cristiano. È pure curioso vedere come in paesi tropicali quale l’India ci cerca perfino di imitare le nostre abeti utilizzando qualche pianta vagamente somigliante alle nostre conifere.
A Figline Valdarno quest’anno le luci non mancano nelle piazze del centro e nelle strade principali. E dopo due anni di assenza è pure tornato l’ albero di Natale in Piazza Ficino, sebbene non in forma di un’abete del Pratomagno come vuole la tradizione. Anzi, un impresa specializzata in allestimenti multimediali, come recita il logo sul loro mezzo di trasporto, ha posto un lungo palo di metallo dal quale pendono catene di Led nel solito posto dell’abete. I Led sono di due colori e lampeggiano ad intervalli diversi. Di notte quando i Led sono accesi, questo allestimento fa sicuramente la sua figura, di giorno è decisamente triste da vedere e fa veramente rimpiangere l’albero naturale.
Una parte della facciata dell’antico spedale Serristori al lato opposto della piazza invece è ancora illuminato con luci nei colori della bandiera italiana bianco, rosso e verde in onore del compleanno dell’Italia.