Etichettato: cartelli stradali

Madonna della Mota

Oratorio Santissima Maria delle Grazie, detto Madonna della Mota, Figline Valdarno
Oratorio Santissima Maria delle Grazie, detto “Madonna della Mota”
Figline nel Valdarno e i suoi dintorni sono pieni di angoli pittoreschi. Alla vista si offrono scorci suggestivi, pieni di armonia e facino. Di solito sono costituiti da antichi edifici andati più o meno in malora. Spesso questi edifici sono stati soggetto di restauri avventurati e scarsamente rispettosi dei fatti storici.
Uscendo dal antico centro di Figline recintato dalle mura, si costeggia a sinistra il cimitero monumentale della Misericordia, e dopo pochi passi a destra l’oratorio di Maria Santissima delle Grazie, detto anche Madonna della Mota. Secondo la tradizione orale viva nel luogo il nome “Mota” si riferisce ad una delle catatstrofiche alluvioni che periodicamente devastano i paesi lungo il corso dell’Arno e i suoi affluenti. L’edificio fa parte dell’antico complesso della Fattoria degli Innocenti, già di proprietà dell’istituto degli Innocenti di Firenze. Attraversando il sottopasso pedonale, dal quale peraltro è appena uscita la signora che si vede nella foto, si raggiunge la Piazza della Fattoria, dove anticamente fervevano varie attività legate alla fattoria e che oggi ha l’aspetto di un deserto urbano.
Come si può ben vedere dalla foto, il piccolo oratorio è deturpato da ben quattro cartelli stradali collocati con assoluta mancanza di rispetto per l’estetica del luogo. Inoltre l’intonaco, che appare recente, casca a pezzi e le mura dell’edificio sono invasi dalle muffe e dall’umidità.

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Pulizia a Figline

Pulizia delle strade a sui tetti a Figline Valdarno
Sta per arrivare la primavera e a Figline nel Valdarno fervono le pulizie: alla strada tocca la mattina presto di mercoledì. In alto invece un cittadino agita una grossa scopa per liberare il suo tetto da residui che le attività edilizie nei pressi hanno lasciato.

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12 cartelli

12 cartelli stradali all'ingresso a Figline

All’ingresso di Figline, venendo da Matassino cioè dalla riva destra dell’Arno, si viene salutato da più di una dozzina di cartelli stradali collocati in uno spazio molto ristretto e a visibilità ridotta. Davvero troppi! Bisognerebbe fermare la macchina per poterli apprezzare quanto meriterebbero. Ma dato che in quel tratto di strada la carreggiata si riduce di ampiezza a causa della galleria prima, e poi per via del ponte sull’Arno, questo è impossibile senza creare gravi problemi allo scorrimento del traffico. Inoltre c’è un restringimento ulteriore causato dal cantiere, abbandonato da settimane, per la passerella ciclo-pedonale.
Sarà per questo che nessun autista ossarva i limiti di velocità?

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