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Magico Daniele G

Facciata dipinta Magico Daniele G
A Figline c’è un notevole numero di “case dipinte” in condizioni talvolta buone perché nel corso del tempo le facciate dipinte sono state mantenute adeguatamente. Purtroppo l’esempio più interessante versa in condizioni di totale abbandono, ma questo è soggetto di un altro posting.
Negli ultimi anni invece sono comparsi i “writer”, detti anche “tagger” o più italianamente “graffittari” che si avvantaggiano di facciate, muri o semplicemente di superfici adatte alla pittura per lasciare il loro segno. Per esempio, in una stradina stretta del centro storico da tempo campeggia il nome di un “Daniele G” che viene detto “Magico”, seguito dal simbolo esoterico della stella a cinque punte in colore diverso dal nome. Però il pentagramma si pressenta cancellata da un vistoso segno di “x”.
Si tratta di una persona che vive a Figline o nei dintorni?
La ricerca su Facebook rivela una pagina personale dove qualcuno di nome Daniele Magico si definisce “fictional caracter”.
È lui?
Google ci restituisce ben due Daniele G, ambedue ingenieri, cosa assai interessante.
Ma chi è Daniele G?
Ogni segnalazione in porpostio sarebbe molto gradita.
TIA

Giro d’Italia

Il giro d'Italia passa da Figline Valdarno

E’ stata una bella giornata di sport quella che oggi ha vissuto Figline con il passaggio del 95° Giro d’Italia, una carovana di 200 corridori e oltre 50 mezzi che intorno alle 14,45 ha attraversato il centro storico cittadino.
Grande partecipazione di pubblico in piazza Marsilio Ficino, dove già dalle 13 si è fermata la carovana pubblicitaria regalando portachiavi e cappellini agli alunni delle scuole coinvolte nell’iniziativa coordinata a livello locale dal Gs Nuovo Pedale Figlinese, dalla Pro loco “Marsilio Ficino” e dal Centro commerciale “Il Granaio”. Le scuole hanno terminato le lezioni in anticipo per permettere agli alunni di essere in piazza per l’evento.
Per questa occasione storica – mai il Giro era passato dal centro storico – tutti i negozi hanno addobbato le proprie vetrine con qualcosa di rosa, mentre nella piazza centrale e in corso Mazzini e corso Matteotti sventolavano tante bandierine rosa.

Se guardate con attenzione la foto potete scorgere pure la maglia rosa nel gruppetto di ciclisti che stanno per passare dalla porta con la scrittta “CORRI COL CUORE”, al centro della piazza Marsilio Ficini a Figline nel Valdarno.

Piccioni sui tetti

Un gruppo di piccioni infreddoliti sul tetto della Collegiata a Figline Valdarno

Il piccione (Columba livia) è una specie di Columbide molto diffusa; dalla sua forma domestica Columba livia var. domestica, discendono i colombi semi-selvatici diffusi sia in Italia che all’estero, soprattutto intorno alle piazze delle città. Il nome piccione viene spesso usato per indicare tutti gli individui delle circa 300 specie di Columbidi esistenti.
I piccioni sono uccelli resistenti e veloce nel volo, perché il loro habitat originale erano le scogliere. Da qui deriva la loro abitudine di vivere sui cornicioni degli edifici e la loro notevole abilità ad evitare gli ostacoli improvvisi come le auto. Infatti sulle scogliere dovevano riuscire a virare in spazi molto ristretti. I muscoli delle loro ali sono i più potenti tra gli uccelli, se rapportati alle loro dimensioni.
La vita di un piccione comune varia dai 3 ai 5 anni, ma può raggiungere fino a 15 anni. Sono granivori, quindi la loro alimentazione consiste in cereali e leguminose, che sono facilissimi da trovare in città.
Una coppia di piccioni cova uno o due uova di colore bianco per volta, per circa 21 giorni. Il maschio e la femmina si alternano nel compito. I nascituri vengono alimentati dalla coppia per i primi 5 giorni con una specie di latte proveniente dal gozzo dei genitori e per i giorni successivi l’alimentazione sarà una miscela tra latte, grani e semi, che i genitori non durano fatica a trovare in giro ovunque.
In un mese i piccoli dei piccioni sono pronti per volare ed abbandonare il nido. Dopo sei mesi sono in grado di riprodursi; questo spiega perché sono così numerosi.
Nel centro antico di Figline sono presenti ancora alcune torri colombaie, in Toscana chiamate piccionaie, che venivano utilizzate per l’allevamento dei piccioni fino a tempi molto recenti. Tipicamente sono di forma quadrangolare e all’interno si trovano le cellette che ospitavano i volatili.
Nella foto un folto gruppo di piccioni infreddoliti sul tetto della Collegiata a Figline Valdarno.

Marsilio Ficino

Piazza Marsilio Ficino a Figline con neve e ghiaccio

Figlio di un medico della Valdarno, Marsilio Ficino nacque il 19 ottobre 1433 a Figline Valdarno. Morì il 1 ottobre 1499 a Firenze.
Marsilio Ficino è il massimo rappresentante di quell’Umanesimo fiorentino che sta all’origine dei grandi sistemi di pensiero del Rinascimento e della filosofia del Seicento.
Il pensieri del Ficino propone una visione dell’uomo con forti affinità cosmiche e magiche, al centro di una macchina animata, altamente spiritualizzata proprio perché pervasa dallo spirito.
La funzione essenziale del pensiero umano è di accedere, attraverso una illuminazione immaginativa, razionale e intellettuale all’autocoscienza della propria immortalità e all’avvicinarsi a dio grazie a quei segni cosmici paragonabili a geroglifici universali che originano dal mondo celeste.
L’agire umano in tutte le sue sfumature, artistiche, tecniche, filosofiche e religiose esprime secondo Ficino la presenza divina, di una mente infinita nella natura, all’interno di una visione ciclica della storia, scandita dal mito del grande ritorno platonico.

Giustamente la piazza centrale di Figline Valdano è intitolata al suo figlio più celebre, Marsilio Ficino. Nella foto si vede la piazza prima che arrivasse lo spazzaneve e rimuovesse i pochi centrimetri di neve caduti la sera precedente. Quest’anno la neve è stata poca, come ben si vede nella foto, ma questa volta ha colpito il freddo con temperature sotto lo zero e abbondante formazione di ghiaccio. Nelle chiazze di ghiaccio si specchia e lo Spedale Serristori situato al lato opposto alla collegiata.

Figline come era

Piazza Ficino a Figline Valdarno, cartolina antica

Una vecchia cartolina, probabilmente degli primi anni sessanta, ci fa vedere la Piazza Marsilio Ficino di Figline Valdarno prima di una serie di interventi maldestri che si sono susseguiti nel tempo.
Colpisce a prima vista come la piazza è popolata da numerose persone intente a sbrigare le loro faccende. A sinistra si vede gruppetto che all’ombra di una tenda discute, a destra degli operai che allestiscono un quartiere. Qualcuno si è fermato davanti all’edicola a leggere gli strilloni, una nonna in nero si reca verso Corso Garibaldi con nipotina per mano, una coppia di giovani sembra essere diretta verso la stessa meta, con poche parole: la piazza era vissuta dalla popolazione di Figline.
Numerose sono le biciclette appoggiate un po’ ovunque: palesemente allora mancavano le rastrelliere.
Nonostante tutti i cambiamenti ai quali la piazza è stata sottoposta, le rastrelliere per biciclette continuano a mancare ancora oggi.

Macchine e motociclette attraversano la piazza e e sono pure ferme un po’ dappertutto senza che questo rechi danno all’armonia generale. Certamente oggi le macchine sono più numerose di allora, ma il recente provvedimento che ha chiuso al traffico veicolare il solo centro della piazza, impedendone in tal modo l’attraversamento, ha creato solo problemi senza risolverne alcuno. E degradare il sagrato della Collegiata nonché lo spazio davanti alla loggia del antico Spedale Serristori a posteggi a pagamento, fa male a chi si cura dei tesori architettonici che il passato ci ha tramandato.
Non ci appartengono, ne siamo solo i custodi in attesa di lasciarli ai nostri figli così come i nonni ce li hanno consegnato a noi.
Che dire dell’arredamento urbano scomparso dalla piazza?
C’erano vecchi lampioni in ghisa, oggi ci troviamo con dei scatolotti squadrati sotto i tetti. E la cosa più eclatante è la mancanza del monumento ai caduti che si vede nel angolo destro della cartolina. Un giorno fu smontato e relegato in uno spazio infelice e senza significato, come se la volontà di chi l’ha creato fosse senza importanza.