Etichettato: Estate

Settimana di Ferragosto

due operai al lavoro a Figline nella settimana di Ferragosto

Il termine Ferragosto deriva dal latino feriae Augusti che vuol dire riposo di Augusto. Augusto era un imperatore del Impero Romano e aveva nel ormai lontano 18 a.C. istituito tale festa in aggiunta ad altre già esistenti per celebrare i raccolti e la fine dei principali lavori agricoli. L’antico Ferragosto quindi aveva lo scopo di fornire un adeguato periodo di riposo ai contadini, che ne avevano proprio bisogno dopo le grandi fatiche alle quali avevano dovuto sottoporrsi durante le settimane precedenti. Perfino agli schiavi era permesso di riposare.
Duemila e trenta anni sono passati da allora.
L’Italia da tempo non è più un paese agricolo, anzi i pochi agricoltori rimasti attraversano una crisi dietro l’altra e durano fatica a stare sul mercato. Molti hanno abbandonato l’attività e vaste zone dell’Italia una volta coltivate stanno rinaturalizzandosi. Ma la voglia di festeggiare il Ferragosto è rimasta ben ancorata come fosse un ordine dall’alto fermare completamente la vita burocratica ed economica del paese per alcuni giorni intorno alla metà del mese di Agosto.
Ma le cose stanno cambiando come anche documento con la foto qui sopra. L’ ho scattato durante la settimana di Ferragosto in una stradina centrale di Figline Valdarno. Gli italiani sono costretti a stringere la cinghia a causa di una crisi economica che non sembra avere fine. Molti devono fare i conti esatti per arrivare alla fine del mese e – a conti fatti – preferiscono investire in un miglioramento della propria casa anziché andare in villegiatura.
Una foto del genere anche solo l’anno scorso sarebbe stato impossibile scattere.

Annunci

Ponte sull’Arno a Figline

Il ponte sul'Arno a Figline Valdarno, con passerella

Il fiume Arno è lungo 241 km, nasce sul Monte Falterona e sfocia nel Mar Ligure. Ha un regime estremamente torrentizio e questo spiega bene le magre quasi totali lungo tutto il suo corso, specie nei mesi estivi. Per contro il fiume in autunno è soggetto a piene assai violente ed impetuose, spesso causa di devastanti alluvioni, la più grossa a memoria d’uomo fu quella del 4 novembre 1966 che danneggiò – tra tante altre cose – il Ponte di Annibale a Bruscheto.
Il corso dell’Arno viene per tradizione diviso in sei bacini, e quello che interessa il Comune di Figline è il Valdarno Superiore, una lunga valle delimitata a destra dal Pratomagno e a sinistra dai Monti del Chianti. L’Arno si è scavato profondamente il suo corso, per cui il fondovalle è relativamente stretto e percorso da grandi arterie di comunicazione quali la statale 69, autostrada A1 del Sole, ferrovia e direttissima Firenze – Roma.
A Figline c’è un ponte sull’Arno frequentatissimo, perché oltre a collegare il centro del comune con l’abitato di Matassino serve come collegamento per il Comune di Regello nonché Vallombrosa e altre mete produttive e turistiche. Come quasi tutti i ponti sull’Arno fu distrutto dalle mine dei tedeschi in ritirata nelll’estate del 1944. Fu ricostruito in fretta, ma i detriti del vecchio ponte sono ancora lì nel letto del fiume e ben visibile durante le magre.
Nel tratto figlinese dell’Arno il letto del fiume è largo, ciottoloso e soggetto ad erosione. Il conseguente abbassamento progressivo del letto provocò notevoli danni alle fondamenta dei piloni del ponte, che nel 1962 ha dovuto essere rifondano. La datazione del ponte originale è molto incerta, forse risale alla metà del’800.
A coronamento del ponte si vedono nella foto i tre archi bianchi che costituiscono la passerella ciclo-pedonale posta l’anno scorso dopo una prolungata attesa che ha fatto aumentare la speranza che il ponte potesse diventare più fruibile. Pedoni e ciclisti rimasero parecchio delusi quando finalmente fu aperta al traffico la passerella; i più scelgono di ignorarla.

Portami il girasole …

portami il girasole, Eugenio Montale

Portami il girasole ch’io lo trapianti

nel mio terreno bruciato dal salino,

e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti

del cielo l’ansietà del suo volto giallino.



Tendono alla chiarità le cose oscure,

si esauriscono i corpi in un fluire

di tinte: queste in musiche. Svanire

è dunque la ventura delle venture.



Portami tu la pianta che conduce

dove sorgono bionde trasparenze

e vapora la vita quale essenza;

portami il girasole impazzito di luce.


(Eugenio Montale, Ossi di seppia, 1925)

Ho scattato questa foto l’altro giorno, sul greto dell’Arno, giusto nel punto di terra che separa ancora il Resco dall’Arno, prima che i due confluiscano. Vedere questo girasole rigoglioso che ha deciso di crescere proprio lì e non in un campo coltivato, e pensare a Eugenio Montale era tutt’uno.

Passeggiare il cane

Un cittadino di Figline passeggia il suo cane nel fiume Arno

Siamo alla fine del mese di luglio. A Figline nella vallata del fiume Arno, in Toscana, Italia.
Fa caldo.
Ne soffrono non solo gli uomini ma anche gli animali.
Ognuno tenta di difendersi dal caldo come meglio può. Chi se lo può permettere sta sotto l’aria condizionata per la maggior parte della giornata.
La vendita di bibite ghiacciate e di gelati ha la solita impennata stagionale.
Una parte degli Italiani è partito per le vacanze, chi in Italia, chi all’estero, chi al mare e chi in montagna. In compenso i cittadini europei che abitano nei paesi più a nord sono calati in massa al sud ed affollano gli agriturismi toscani.
Qui a Figline la vita scorre ancora più calma e lenta del solito.
E il fiume Arno che lambisce la cittadina ad oriente porta poca acqua dato che è a regime torrentizio; a vederlo scorrere così placido e tranquillo come in queste settimane resta difficile credere che possa trasformarsi in poche ore in una furia devastante capace di distruggere tutto quello che incontra, come fece durante la storica alluvione di quaranta e più anni fa.
Un cittadino di Figline che sta passeggiando il suo bel cane ha un’idea geniale: cammina direttamente dentro l’acqua. Ogni tanto attraversa il fiume per sfruttare la sponda più adatta al passeggiare. Evidentemente è pratico del fiume Arno e dei suoi guadi. Il cane ha l’aria felicissima e quando l’acqua si fa profondo abbastanza si lancia in brevi nuotate.
Italians do it better :-)

Hip hop kidz

un gruppo di bambini balla a suono di hip hop
L’hip hop è un movimento culturale nato verso gli anni 1970 nelle varie comunità afro-americane e latino-americane degli Stati Uniti.
Pare che la prima persona a usare il termine fosse Clive Campbell, meglio conosciuto sotto lo pseudonimo di Kool DJ Herc, un musicista e produttore discografico giamaicano naturalizzato statunitense.
Cuore del movimento erano le feste di strada, durante i quali giovani afro-americani e latino-americani comunicavano tra di loro suonando, ballando e cantando. Parallelamente il fenomeno del writing il hip hop contribuì a creare un’identità comune in questi giovani che vedevano la città sia come spazio per vivere sia come spazio per esprimersi. A partire dagli anni 1980 oltrepassa i i confini americani e si espande in tutto il mondo. Questa cultura urbana ha generato con il passare del tempo un imponente fenomeno commerciale e sociale. Ha rivoluzionato il mondo della musica, della danza, dell’abbigliamento e del design.
La foto delle hip hop kidz toscane è stata scattata durante il saggio fine anno della scuola di arte e spettacolo Max Ballet.

Vi potrebbe anche interessare:
Fatina calciatrice
Wi-Fi piggybacking