Etichettato: Etruschi

Castagne a Lucolena

Gli abitanti di Lucolena preparano (castrano) le castagne per la festa

Lucolena è una frazione di montagna del comune di Greve in Chianti, dal quale dista di pochi chilometri. Poggia su significativi resti etruschi che in buona parte ancora aspettano di essere esplorati dagli archeologi. Il nome stesso di Lucolena indica chiaramente un’origine etrusca. Ma gli studiosi ancora non sono d’accordo sul suo significato.
Il paese è situato sui pendii del Monte San Michele a un’altezza di 600 metri.
Il paese è famosissimo per le sue prelibate castagne. Le castagne vengono utilizzato da tempi antichissimi per la produzione di farine che oggi si usano principalmente per la produzione di dolci tipici come il castagnaccio.
Il castagnaccio è piatto tipicamente autunnale che si ottiene facendo cuocere nel forno un impasto di farina di castagne, acqua, olio extravergine d’oliva, pinoli e uvetta. Varianti locali prevedono l’aggiunta di altri ingredienti, come rosmarino, scorze d’arancia, semi di finocchio o frutta secca. Accompagnamento ideale del castagnaccio sono la ricotta e il vino novello. Il castagnaccio è un piatto “povero” nel vero senso della parola, diffusissimo un tempo nelle zone appenniniche dove le castagne erano alla base dell’alimentazione delle popolazioni contadine. Dopo un periodo di oblio, iniziato nel secondo dopoguerra e dovuto al crescente benessere, è stato riscoperto e oggi è protagonista, nel periodo autunnale, di numerose sagre e feste come quella di Lucolena il 22 e 23 di ottobre.
Ma la vera specialità di Lucolena sono i marroni. I marroni sono castagne di pezzatura grossa e nel ricco ci sta uno solo; il seme si sbuccia facilmente e la buccia ha una striatura in rilievo. Comparato a altri tipi di castagne gli alberi di marroni producono poco, cosa che rende i marroni ancora più pregiati.
Nella foto si vedono alcuni abitanti del paese che preparano (castrano) i marroni che saranno consumati durante la festa.

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Mercati a Figline Valdarno

bancarella-camion al mercatino dell'artigianato e dell'antiquariato a Figline

Uomini hanno stabilito la loro dimora nel Valdarno fin dal tempo della preistoria, come dimostrano numerosi ritrovamenti archeologici. Infatti il Valdarno costituiva già allora una parte della “viabilità” dal Europa del Nord verso il Sud e viceversa. Recenti scavi documentano inoltre che ci fu un notevole insediamento Etrusco nella zona attualmente occupato dall’abitato di Figline.
Le prime notizie scritte su Figline risalgono circa all’anno 1000 d.C. e ci parlano del castello di Fegghine che si troverebbe in collina, nella zona dell’attuale Gaville. Gli abitanti di quella zona scesero più volte nella piana del fondovalle e fondarono un grande forum, una sorta di mercato, il nucleo storico dell’attuale Figline. Col passare degli anni, il piccolo centro aumentò di popolazione fino a diventare una piccola città.
La vocazione a tenere mercati a Figline quindi antica e ancora oggi i mercati sono molto frequenti, forse più che da altre parti. Sede di questi mercati e sempre la grande piazza centrale oggi intitolata a Marsilio Ficino,e alcune delle piccole strade che conducono alla piazza.
Il mercato settimanale si tiene ogni martedì mattina, oltre a piazza e stradine invade anche la attigua Piazza San Francesco. Chi aspetta di trovare prodotti locali e agricoli viene deluso: i coltivatori diretti che si presentano dorrebbero essere tre, ma spesso uno o l’alto manca. Il resto del mercato e costituito di commercianti che espongono merce facilmente reperibile in uno qualunque dei tanti negozi gestito da cittadini cinesi, oppure nelle catene di supermercati a prezzi extra-scontati. Detto per inciso – i prezzi praticati al mercato sono di solito più alti rispetto a quelli praticati nei negozi citati.
Il mercatino dell’antiquariato e dell’artigianato si tiene ogni mese nel terzo fine settimana. Di solito è assai più piccolo del mercato settimanale. Anche qui si delude l’eventuale cliente: “l’antiquariato” si riduce a oggetti dismessi di pochi anni fa, e spesso neanche in stato di buona conservazione. “L’artigianato” di di solito altro non è che bigiotteria e cianfrusaglie varie, prodotte industrialmente in qualche paese asiatico da lavoratori supersfruttati.
Non mancano mai ai mercati a Figline bancarelle-camion che offrono dolciumi, panini e bibite che nulla hanno a che vedere con le tipicità del Valdarno.

Nella foto un particolare del mercatino dell’antiquariato e dell’artigianato, scattato pochi giorni fa a riprova di quanto detto di sopra.

Bambina etrusca


Questa graziosa tazzina, databile al quinto secolo a.C. è stato trovato negli scavi condotti nella località chiamata “Rotta” in periferia di Figline Valdarno. Misura circa due centimetri di diametro e apparteneva con ogni probabilità a una bambina etrusca. È un giocattolo al pari degli oggetti da cucina che usano le bambine oggi per giocare a “mammina” .
Se vi interessano gli Etruschi e le loro vicende a Figline visitate anche la pagina
Mistero etrusco
su questo sito e non mancate a fare una visita al sito del
ArcheoClub del Valdarno Superiore“.

Mistero etrusco

Misterioso segno etrusco sullo sfondo di un recipiente

Alla fine degli anni ’90 fu scoperto in modo del tutto casuale il sito etrusco della Rotta a Figline Valdarno. Il ritrovamento fu segnalato alla Soprintendenza Archeologica della Toscana e iniziarono i primi saggi in collaborazione con essa. Nel gennaio del 2002 fu fondato l’Archeoclub Valdarno Superiore che sostiene e ufficializza gli scavi.
Nella foto uno dei reperti particolarmente affascinanti: un pezzo di ceramica databile al quinto secolo avanti Christo. Il segno inciso viene interpretato come “barca” da parte di alcuni studiosi, altri ritengono che sia una lettera dell’alfabeto etrusco.
Voi, cosa pensate che sia? Lasciate un commento!
Se vi interessano gli Etruschi e la loro presenza a Figline andate a vedere anche il posting
Bambina etrusca
e non mancate a visitare il sito del
“ArcheoClub del Valdarno Superiore”