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Piccioni sui tetti

Un gruppo di piccioni infreddoliti sul tetto della Collegiata a Figline Valdarno

Il piccione (Columba livia) è una specie di Columbide molto diffusa; dalla sua forma domestica Columba livia var. domestica, discendono i colombi semi-selvatici diffusi sia in Italia che all’estero, soprattutto intorno alle piazze delle città. Il nome piccione viene spesso usato per indicare tutti gli individui delle circa 300 specie di Columbidi esistenti.
I piccioni sono uccelli resistenti e veloce nel volo, perché il loro habitat originale erano le scogliere. Da qui deriva la loro abitudine di vivere sui cornicioni degli edifici e la loro notevole abilità ad evitare gli ostacoli improvvisi come le auto. Infatti sulle scogliere dovevano riuscire a virare in spazi molto ristretti. I muscoli delle loro ali sono i più potenti tra gli uccelli, se rapportati alle loro dimensioni.
La vita di un piccione comune varia dai 3 ai 5 anni, ma può raggiungere fino a 15 anni. Sono granivori, quindi la loro alimentazione consiste in cereali e leguminose, che sono facilissimi da trovare in città.
Una coppia di piccioni cova uno o due uova di colore bianco per volta, per circa 21 giorni. Il maschio e la femmina si alternano nel compito. I nascituri vengono alimentati dalla coppia per i primi 5 giorni con una specie di latte proveniente dal gozzo dei genitori e per i giorni successivi l’alimentazione sarà una miscela tra latte, grani e semi, che i genitori non durano fatica a trovare in giro ovunque.
In un mese i piccoli dei piccioni sono pronti per volare ed abbandonare il nido. Dopo sei mesi sono in grado di riprodursi; questo spiega perché sono così numerosi.
Nel centro antico di Figline sono presenti ancora alcune torri colombaie, in Toscana chiamate piccionaie, che venivano utilizzate per l’allevamento dei piccioni fino a tempi molto recenti. Tipicamente sono di forma quadrangolare e all’interno si trovano le cellette che ospitavano i volatili.
Nella foto un folto gruppo di piccioni infreddoliti sul tetto della Collegiata a Figline Valdarno.

Marsilio Ficino

Piazza Marsilio Ficino a Figline con neve e ghiaccio

Figlio di un medico della Valdarno, Marsilio Ficino nacque il 19 ottobre 1433 a Figline Valdarno. Morì il 1 ottobre 1499 a Firenze.
Marsilio Ficino è il massimo rappresentante di quell’Umanesimo fiorentino che sta all’origine dei grandi sistemi di pensiero del Rinascimento e della filosofia del Seicento.
Il pensieri del Ficino propone una visione dell’uomo con forti affinità cosmiche e magiche, al centro di una macchina animata, altamente spiritualizzata proprio perché pervasa dallo spirito.
La funzione essenziale del pensiero umano è di accedere, attraverso una illuminazione immaginativa, razionale e intellettuale all’autocoscienza della propria immortalità e all’avvicinarsi a dio grazie a quei segni cosmici paragonabili a geroglifici universali che originano dal mondo celeste.
L’agire umano in tutte le sue sfumature, artistiche, tecniche, filosofiche e religiose esprime secondo Ficino la presenza divina, di una mente infinita nella natura, all’interno di una visione ciclica della storia, scandita dal mito del grande ritorno platonico.

Giustamente la piazza centrale di Figline Valdano è intitolata al suo figlio più celebre, Marsilio Ficino. Nella foto si vede la piazza prima che arrivasse lo spazzaneve e rimuovesse i pochi centrimetri di neve caduti la sera precedente. Quest’anno la neve è stata poca, come ben si vede nella foto, ma questa volta ha colpito il freddo con temperature sotto lo zero e abbondante formazione di ghiaccio. Nelle chiazze di ghiaccio si specchia e lo Spedale Serristori situato al lato opposto alla collegiata.

Bombi e corbezzoli

Un bombo (Bombus terrestris) su fiorellini di corbezzolo (Arbutus unedo)

Gli animali pazzi di caldo
Così si intitola un lungo e circostanziato articolo su Repubblica apparso oggi. Pare che da settimane i lupi sull’Appennino stanno combinando di tutte, in grosso anticipo sulla stagione primaverile. E gli etologi avvertono: si è già modificata la fisiologia della fauna.

Insomma, l’orologio della natura è in tilt.
Giù nella vallata dell’Arno, qui a Figline, i lupi non ci sono. Ma da tempo sto osservando un comportamento di api e apoidi decisamente fuori dalla norma del loro ciclo vitale. Ho scattato la foto qui sopra ieri, il 28 gennaio. E il bombo (Bombus terrestris) non era un povero insetto smarrito nel freddo, ma bensì dozzine di allegri bombi ronzano in giro per Figline concentrandosi su cespugli e alberi di corbezzolo (Arbutus unedo) che per fortuna abbondano nei giardini pubblici e privati di Figline Valdarno. Già i corbezzoli! Anche loro dovrebbero aver ormai da tempo esaurito il loro ciclo di fioritura: invece a giudicare dal gradimento dei numerosi bombi è evidente che i fiorellini bianchi dei corbezzoli continuano a produrre nettare a sufficienza per fornire un valido nutrimento ai piccoli e indefessi impollinatori. Peccato però che attualmente sui campi e negli orti non ci sia nulla da impollinare, data la stagione.
E non stanno volando solo i bombi comuni, ho osservato anche api selvatiche e perfino una farfalla “occhio di pavone”.
Spero solo che il freddo annunciato per i prossimi giorni non recherà troppo danno ai nostri piccoli collaboratori precoci.

Saldi fine stagione a Figline

vetrine con saldi fine stagione invernale 2012 a Figline

“L’Epifania tutte le feste le porta via” dice il vecchio detto popolare. Ma in compenso segna l’inizio dei saldi invernali 2012. La Conferenza Stato-Regioni ha stabilito la data di inizio dei saldi invernali unica per quasi tutta l’Italia. Si tratta del primo giorno feriale antecedente l’Epifania, dunque del 5 Gennaio 2012.
Il 5 gennaio quindi sono iniziati i saldi invernali di fine stagione 2012.

Molti commercianti durante questo periodo abbassano i prezzi più o meno notevolmente per attirare ancora dei clienti. E nel paese in preda a una grave crisi economica e di un tasso di disoccupazione mai visto in passato, i clienti non sono numerosi. In modo particolare si vedono notevoli sconti nel settore dell’abbigliamento. La stagione del freddo si sta lentamente esaurendo. Inoltre quest’anno le temperature sono state mitissime per un periodo eccezionalmente lungo e perciò non occorreva far ricorso a giacche o cappotti pesanti. Quindi molti capi d’abbigliamento invernale corrono il rischio di restare invenduti. Così ingombrerebbero il magazzino che invece occorre tenere ben libero per poterci collocare la nuova merce per la stagione del bel tempo. Anche a Figline Valdarno i saldi sono iniziati e sembra che anche i clienti non mancano.

Gelato artigianale italiano

Gelato artigianale italiano in Piazza Serristori, Figline Valdarno

La storia del gelato è lunga e ha inizio probabilmente con i nostri antenati, gli Neanderthaliani. Pare che già uomini di Neanderthal nascondevano bacche e frutti secchi tra le nevi allo scopo di conservarle a lungo.
In tempi più vicini a noi l’Italia ha avuto un posto importantissimo nello sviluppo e la diffusione della cultura del gelato. Tant’è vero che all’estero spesso si vedono insegne del tipo “vero gelato italiano”. È comunque un fatto piuttosto recente che il gelato venga consumato in notevoli quantità anche durante i mesi invernali. Nel antico centro di Figline Valdarno, in Piazza Serristori dritto davanti al teatro, una gelateria ha collocato un carrettino tradizionale per attirare la clientela.
Ma una signora di passaggio proprio non sembra volersi fermare, anzi non degna il carrettino neppure di una occhiata. Probabilmente il freddo abbastanza intenso di questi giorni le ha fatto passare la voglia di mangiare un buon gelato artigianale italiano. Il bel sole che fa brillare l’acqua che casca della fontana inganna: fa freddo, come del resto è normale, dato che siamo in pieno inverno.