Etichettato: inverno

Nebbia a Figline

Un gruppo di ragazzi segue la loro maestra a Figline
A Figline e in tutta la Valdarno la nebbia è frequente intorno al periodo invernale a causa della presenza dell’Arno e dei suoi numerosi affluenti.
La nebbia è una sorta di nuvola che si forma a terra per condensazione del vapore acqueo contenuto nell’aria. Il fenomeno della condensazione avviene quando il vapore acqueo si trasforma in liquido, nel caso della nebbia, in minuscole goccie d’acqua.
Quando l’aria a terra, carica di vapore acqueo, subisce un raffreddamento repentino, tipicamnete nel tardo pomeriggio e poi durante la notte, ecco che il vapore condensa e ci troviamo avvolti nella nebbia per parecchie ore al giorno. Gli scienziati parlano in tal caso di nebbia “da radiazione”. Di solito nella tarda mattinata il sole riesce a disperdere la nebbia e anche a Figline ci possiamo godere qualche momento soleggiato. Ma l’incanto dura poco, perché con il calare del sole la temperatura si abbassa notevolmente e rapidamente e di consequenza nuova nebbia inizia a formarsi e la mattina dopo ci troviamo di nuovo avvolti dalle solite nuvole bianche fiché il sole non riesce e disperderle.
Comunque i figlinesi convivono bene con il fenomeno della nebbia ricorrente e tendono alle loro occupazioni senza farsi disturbare troppo. Come questo gruppo di ragazzini che procede a passo svelto e ben disciplinato, in fila quasi perfetta per due, verso una meta didattica, seguendo la loro maestra.

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Campionato Italiano di corsa campestre a Matassino

Corsa campestre a Matassino

Nel 2012 ricorre il 50° anniversario della presenza dell’AICS (Associazione Italiana Cultura e Sport), associazione che opera nell’ambito della promozione sportiva e della promozione sociale. Anche il Valdarno partecipa con un evento notevole a dare significato alla ricorrenza. In data 9 marzo l’Aics Firenze in collaborazione con l’Atletica Futura ha organizzato il Campionato Italiano di corsa campestre. Il luogo prescelto erano gli impianti sportivi in piazza Don Minzoni a Matassino. Le gare hanno avuto inizio alle nove della mattina.
Si tratta di un appuntamento particolarmente importante perché rappresenta l’evento più significativo nell’ambito dell’attività invernale dei mezzofondisti.
Lungo tutto il percorso era presente un folto pubblico di entusiasti sportivi a godersi lo spettacolo insolito.
Nella giornata precedente l’Aics e Atletica futura avevano organizzato un convegno su “I giovani e l’atletica” presso il Palazzo Pretorio a Figline Valdarno.

Piccioni sui tetti

Un gruppo di piccioni infreddoliti sul tetto della Collegiata a Figline Valdarno

Il piccione (Columba livia) è una specie di Columbide molto diffusa; dalla sua forma domestica Columba livia var. domestica, discendono i colombi semi-selvatici diffusi sia in Italia che all’estero, soprattutto intorno alle piazze delle città. Il nome piccione viene spesso usato per indicare tutti gli individui delle circa 300 specie di Columbidi esistenti.
I piccioni sono uccelli resistenti e veloce nel volo, perché il loro habitat originale erano le scogliere. Da qui deriva la loro abitudine di vivere sui cornicioni degli edifici e la loro notevole abilità ad evitare gli ostacoli improvvisi come le auto. Infatti sulle scogliere dovevano riuscire a virare in spazi molto ristretti. I muscoli delle loro ali sono i più potenti tra gli uccelli, se rapportati alle loro dimensioni.
La vita di un piccione comune varia dai 3 ai 5 anni, ma può raggiungere fino a 15 anni. Sono granivori, quindi la loro alimentazione consiste in cereali e leguminose, che sono facilissimi da trovare in città.
Una coppia di piccioni cova uno o due uova di colore bianco per volta, per circa 21 giorni. Il maschio e la femmina si alternano nel compito. I nascituri vengono alimentati dalla coppia per i primi 5 giorni con una specie di latte proveniente dal gozzo dei genitori e per i giorni successivi l’alimentazione sarà una miscela tra latte, grani e semi, che i genitori non durano fatica a trovare in giro ovunque.
In un mese i piccoli dei piccioni sono pronti per volare ed abbandonare il nido. Dopo sei mesi sono in grado di riprodursi; questo spiega perché sono così numerosi.
Nel centro antico di Figline sono presenti ancora alcune torri colombaie, in Toscana chiamate piccionaie, che venivano utilizzate per l’allevamento dei piccioni fino a tempi molto recenti. Tipicamente sono di forma quadrangolare e all’interno si trovano le cellette che ospitavano i volatili.
Nella foto un folto gruppo di piccioni infreddoliti sul tetto della Collegiata a Figline Valdarno.

Marsilio Ficino

Piazza Marsilio Ficino a Figline con neve e ghiaccio

Figlio di un medico della Valdarno, Marsilio Ficino nacque il 19 ottobre 1433 a Figline Valdarno. Morì il 1 ottobre 1499 a Firenze.
Marsilio Ficino è il massimo rappresentante di quell’Umanesimo fiorentino che sta all’origine dei grandi sistemi di pensiero del Rinascimento e della filosofia del Seicento.
Il pensieri del Ficino propone una visione dell’uomo con forti affinità cosmiche e magiche, al centro di una macchina animata, altamente spiritualizzata proprio perché pervasa dallo spirito.
La funzione essenziale del pensiero umano è di accedere, attraverso una illuminazione immaginativa, razionale e intellettuale all’autocoscienza della propria immortalità e all’avvicinarsi a dio grazie a quei segni cosmici paragonabili a geroglifici universali che originano dal mondo celeste.
L’agire umano in tutte le sue sfumature, artistiche, tecniche, filosofiche e religiose esprime secondo Ficino la presenza divina, di una mente infinita nella natura, all’interno di una visione ciclica della storia, scandita dal mito del grande ritorno platonico.

Giustamente la piazza centrale di Figline Valdano è intitolata al suo figlio più celebre, Marsilio Ficino. Nella foto si vede la piazza prima che arrivasse lo spazzaneve e rimuovesse i pochi centrimetri di neve caduti la sera precedente. Quest’anno la neve è stata poca, come ben si vede nella foto, ma questa volta ha colpito il freddo con temperature sotto lo zero e abbondante formazione di ghiaccio. Nelle chiazze di ghiaccio si specchia e lo Spedale Serristori situato al lato opposto alla collegiata.

Bombi e corbezzoli

Un bombo (Bombus terrestris) su fiorellini di corbezzolo (Arbutus unedo)

Gli animali pazzi di caldo
Così si intitola un lungo e circostanziato articolo su Repubblica apparso oggi. Pare che da settimane i lupi sull’Appennino stanno combinando di tutte, in grosso anticipo sulla stagione primaverile. E gli etologi avvertono: si è già modificata la fisiologia della fauna.

Insomma, l’orologio della natura è in tilt.
Giù nella vallata dell’Arno, qui a Figline, i lupi non ci sono. Ma da tempo sto osservando un comportamento di api e apoidi decisamente fuori dalla norma del loro ciclo vitale. Ho scattato la foto qui sopra ieri, il 28 gennaio. E il bombo (Bombus terrestris) non era un povero insetto smarrito nel freddo, ma bensì dozzine di allegri bombi ronzano in giro per Figline concentrandosi su cespugli e alberi di corbezzolo (Arbutus unedo) che per fortuna abbondano nei giardini pubblici e privati di Figline Valdarno. Già i corbezzoli! Anche loro dovrebbero aver ormai da tempo esaurito il loro ciclo di fioritura: invece a giudicare dal gradimento dei numerosi bombi è evidente che i fiorellini bianchi dei corbezzoli continuano a produrre nettare a sufficienza per fornire un valido nutrimento ai piccoli e indefessi impollinatori. Peccato però che attualmente sui campi e negli orti non ci sia nulla da impollinare, data la stagione.
E non stanno volando solo i bombi comuni, ho osservato anche api selvatiche e perfino una farfalla “occhio di pavone”.
Spero solo che il freddo annunciato per i prossimi giorni non recherà troppo danno ai nostri piccoli collaboratori precoci.