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Campionato Italiano di corsa campestre a Matassino

Corsa campestre a Matassino

Nel 2012 ricorre il 50° anniversario della presenza dell’AICS (Associazione Italiana Cultura e Sport), associazione che opera nell’ambito della promozione sportiva e della promozione sociale. Anche il Valdarno partecipa con un evento notevole a dare significato alla ricorrenza. In data 9 marzo l’Aics Firenze in collaborazione con l’Atletica Futura ha organizzato il Campionato Italiano di corsa campestre. Il luogo prescelto erano gli impianti sportivi in piazza Don Minzoni a Matassino. Le gare hanno avuto inizio alle nove della mattina.
Si tratta di un appuntamento particolarmente importante perché rappresenta l’evento più significativo nell’ambito dell’attività invernale dei mezzofondisti.
Lungo tutto il percorso era presente un folto pubblico di entusiasti sportivi a godersi lo spettacolo insolito.
Nella giornata precedente l’Aics e Atletica futura avevano organizzato un convegno su “I giovani e l’atletica” presso il Palazzo Pretorio a Figline Valdarno.

Filiera corta in Valdarno

Filiera corta in Valdarno

La filiera corta è una filiera produttiva caratterizzata da un numero limitato di passaggi produttivi, e in particolare di intermediazioni commerciali. Idealmente porta al contatto diretto fra il produttore e il consumatore, evitando le intermediazioni, specie quelli commerciali. Lo scopo della filiera corta è ovviamente ridurre al minimo tutti quei costi accessori che trasporto e intermediazione commerciale comportano.
Anche nel Valdarno il consumo di prodotti di origine locale sta vivendo un periodo di grande espansione, e non a caso: la promozione dei prodotti “a chilometro zero” ha risvolti positivi sotto tanti punti di vista. I cibi di provenienza locale sono più freschi dei prodotti che hanno dovuto subire trasporti e immagazzinamento. I prodotti del territorio consentono il risparmio delle spese di trasporto e delle emissioni di anidride carbonica, pertanto la loro scelta contribuisce in modo significativo alla sostenibilità ambientale. Dal punto di vista economico è evidente che il consumatore che si rivolge direttamente al produttore possa spuntare un prezzo particolarmente favorevole, cosa che non va sottovalutato in un periodo di crisi come quello attuale.
Inoltre la esclusione di passaggi intermedi riesce a garantire un prezzo equo al produttore che in tal modo è stimolato ad espandere la sua produzione.
Detto tutto questo è evidente che i piccioni di Matassino, frazione di Figline Valdarno sulla riva destra dell’Arno, sono perfettamente in linea con le ultime tendenze. Evitando qualunque complicazione si servono direttamente alla fonte, come ben si vede nella foto scattata pochi giorni fa nei pressi di Matassino. Si cibano dei semi di girasole direttamente sul campo. Arrivano a stormi e si posano sui fiori secchi e pieni di semi dei girasoli e beccano i semi finché non sono sazi.
Scene di questo genere si potevano vedere su e giù per il Valdarno negli ultimi tempi, perché i contadini non hanno raccolto i girasole quando erano maturi; ne ignoro il motivo.

Agricoltura urbana

L’agricoltura urbana consiste nel coltivare, trasformare e distribuire il cibo all’interno di contesti fortemente urbanizzati come città e villaggi.
L’agricoltura urbana può prevedere l’allevamento di animali, soprattutto di piccola taglia quale polli e simili. A questo va aggiunto l’apicoltura per la produzione locale di miele pregiato.
Agricoltura urbana a Matassino nei pressi di Figline Valdarno
Di particolare importanza è l’orticoltura che fornisce verdure fresche e non gravate da costi di trasporto. Piccoli frutteti a ridosso di centri urbanizzati completano il quadro dell’agricoltura urbana.
Negli ultimi anni l’interesse intorno a questa pratica è cresciuto notevolmente a causa di alcuni aspetti:

  • La produzione locale di cibo è una possibilità di ridurre il trasporto e con esso la produzione di diossido di carbonio.
  • Movimenti come Slow Food hanno generato un sempre crescente interesse intorno a specialità alimentari locali e la loro produzione con metodi tradizionali.
  • Per fortuna sta aumentando la richiesta di cibo prodotto nel rispetto dell’ambiente e della giustizia sociale.

Nella foto uno splendido esempio di tale agricoltura nel Valdarno, a Matassino, piccolo borgo che completa Figline dall’alta parte del fiume Arno. Incastrato tra la autostrada A1 e una seri di tralicci di un elettrodotto ad alta tensione un contadino anziano sta zappando a mano filari di cipolle. Ha pure già steso una rete per la produzione di piselli e in primo piano stanno spuntando piantine di fagioli, dei quali i toscani sono assai ghiotti. Sullo sfondo si vede pure un rigoglioso cespuglio di sambuco da secoli apprezzato per le sue proprietà culinarie e terapeutiche.
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Matassino primavera

Matassino primavera

Oggi inizia la primavera, anche a Matassino che è il naturale completamento di Figline dall’altra parte del fiume Arno. Ma purtroppo, invece di essere parte di Figline, il suo territorio è diviso tra tre comuni e due province e ognuna governa senza badare ai danni come chiaramente si vede dalla foto. Sembra difficile rendere ancora più trascurata questa strada, che è l’arteria principale del paese e conduce al ponte sull’Arno non senza attraversare prima un sottopasso dell’autostrada. Il traffico a tutte le ore è fitto, anche nei giorni di festa, e il marciapiede è scarso. In compenso sullo sfondo è visibile un’abbondanza di cartelli stradali che avvisano del cantiere (abbandonato da tempo) sul ponte.
Una fila di susini combatte coraggiosamente con una fioritura abbondante tanta bruttezza e ci rassicura: a Matassino è iniziata una nuova primavera!

12 cartelli

12 cartelli stradali all'ingresso a Figline

All’ingresso di Figline, venendo da Matassino cioè dalla riva destra dell’Arno, si viene salutato da più di una dozzina di cartelli stradali collocati in uno spazio molto ristretto e a visibilità ridotta. Davvero troppi! Bisognerebbe fermare la macchina per poterli apprezzare quanto meriterebbero. Ma dato che in quel tratto di strada la carreggiata si riduce di ampiezza a causa della galleria prima, e poi per via del ponte sull’Arno, questo è impossibile senza creare gravi problemi allo scorrimento del traffico. Inoltre c’è un restringimento ulteriore causato dal cantiere, abbandonato da settimane, per la passerella ciclo-pedonale.
Sarà per questo che nessun autista ossarva i limiti di velocità?

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