Etichettato: monumento ai caduti

Figline come era

Piazza Ficino a Figline Valdarno, cartolina antica

Una vecchia cartolina, probabilmente degli primi anni sessanta, ci fa vedere la Piazza Marsilio Ficino di Figline Valdarno prima di una serie di interventi maldestri che si sono susseguiti nel tempo.
Colpisce a prima vista come la piazza è popolata da numerose persone intente a sbrigare le loro faccende. A sinistra si vede gruppetto che all’ombra di una tenda discute, a destra degli operai che allestiscono un quartiere. Qualcuno si è fermato davanti all’edicola a leggere gli strilloni, una nonna in nero si reca verso Corso Garibaldi con nipotina per mano, una coppia di giovani sembra essere diretta verso la stessa meta, con poche parole: la piazza era vissuta dalla popolazione di Figline.
Numerose sono le biciclette appoggiate un po’ ovunque: palesemente allora mancavano le rastrelliere.
Nonostante tutti i cambiamenti ai quali la piazza è stata sottoposta, le rastrelliere per biciclette continuano a mancare ancora oggi.

Macchine e motociclette attraversano la piazza e e sono pure ferme un po’ dappertutto senza che questo rechi danno all’armonia generale. Certamente oggi le macchine sono più numerose di allora, ma il recente provvedimento che ha chiuso al traffico veicolare il solo centro della piazza, impedendone in tal modo l’attraversamento, ha creato solo problemi senza risolverne alcuno. E degradare il sagrato della Collegiata nonché lo spazio davanti alla loggia del antico Spedale Serristori a posteggi a pagamento, fa male a chi si cura dei tesori architettonici che il passato ci ha tramandato.
Non ci appartengono, ne siamo solo i custodi in attesa di lasciarli ai nostri figli così come i nonni ce li hanno consegnato a noi.
Che dire dell’arredamento urbano scomparso dalla piazza?
C’erano vecchi lampioni in ghisa, oggi ci troviamo con dei scatolotti squadrati sotto i tetti. E la cosa più eclatante è la mancanza del monumento ai caduti che si vede nel angolo destro della cartolina. Un giorno fu smontato e relegato in uno spazio infelice e senza significato, come se la volontà di chi l’ha creato fosse senza importanza.

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Terzo monumento ai caduti

Il terzo monumento ai caduti a Figline Valdarno

Nella prima metà dello scorso secolo l’Europa e alcune parti del mondo furono devastate da due guerre che perciò vengono chiamate “grandi guerre” o anche “guerre mondiali”. Morirono milioni di persone tra le popolazioni civili e altri milioni di soldati. L’Italia partecipò ad ambedue le guerre e pagò il suo tributo di morti.
Finita la prima delle guerre il piccolo comune di Figline nel Valdarno volle onorare i suoi cittadini che erano caduto come soldati, e dedicò a loro un monumento di sapore ottocentesco, ponendolo al centro della più importante piazza del paese, la Piazza Marsilio Ficino. Recentemente il monumento fu rimosso e collocato in uno spazio di risulta dove è abbandonato ad atti di vandalismo e a numerosi piccioni che lo usano come trespolo.
Finita la seconda guerra Figline Valdarno volle nuovamente onorare i soldati caduti e pose un nuovo monumento del quale però è meglio tacere. Per fortuna il tempo ne sta cancellando le tracce.
È notevole come in ambedue i casi fu onorato solo il ricordo degli uomini morti soldati in combattimento, mentre anziani, donne e bambini morti civili non furono ritenuti degni di essere ricordati.
Quest’anno Figline Valdarno si è nuovamente ricordato dei suoi morti nelle guerre e ha dedicato a loro il monumento che si vede nella foto. È quindi il terzo della serie. Anche questa volta il monumento celebra solo i soldati, maschi. Nessun cenno alle sofferenze della popolazione civile e al numero dei morti civili, che a Figline e nei dintorni fu molto altra. Infatti durante la seconda guerra il fronte passò per lungo tempo anche dal Valdarno e la perdita di vite fu notevole.
A un centinaio di anni dalle guerre una una visione più ampia e meno sessista della sofferenza sarebbe stata indice di maturità, indice di riflessione, indice del fatto che si è capito che le guerre sono da ripudiare.
Lo dice pure la Costituzione.