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La materassaia, un antico mestiere

una materassaia a Figline esegue la trapunta del materasso

Un mestiere antico e quasi scomparso è quello del materassaio. A Figline vive ancora una anziana rappresentate di questa categoria di artigiani e – manco a dirlo – esercita ancora il suo mestiere. “Finché mi durano le forze”, come dice modestamente la Signora Lina.
Una volta i materassi e i cuscini erano fatti di pura lana di pecora. E siccome la lana era preziosa, veniva trattata con molta cura e periodicamente si eseguiva la manutenzione del materasso perché restasse ben pulito e soffice nel corso degli anni.
Le massaie scucivano il materasso, toglievano la lana, e la lavavano con cura, poi la stendevano al sole per asciugarla.
La federa di solito veniva sostituita con una nuova, e quella vecchia si riciclava per vari usi in giro per la casa. Di certo non si buttava nulla.
A questo punto veniva chiamato il materassaio o la materassaia come nel nostro caso.
La lana ovviamente, dopo il prolungato uso e il lavaggio era compattata. Quindi la materassaia portava con sé una speciale cardatrice per trattare la lana. Queste cardatrici per materassi erano dotati di appositi ferri aguzzi e ricurvi che toglievano ogni eventuale impurità alla lana e la rendevano di nuovo morbidissima.
A questo punto veniva confezionato una federa con tessuto nuovo e riempito della lana pulita e cardata.
In ultimo la materassaia eseguiva la trapunto tutto intorno ai bordi superiori e inferiori del materasso, nonché ad opportuni intervalli nel centro.
Ed ecco che il materasso era nuovamente pronto a garantire dolci sogni al suo padrone.

Figline ricicla

Figline ricicla, il gruppo delle ragazze pompom cercano di vendere i loro vecchi vestiti e giocattoli
Lo smaltimento dei rifiuti sta diventando un problema sempre più ingovernabile: la crescita dei consumi e dell’urbanizzazione aumenta la produzione di rifiuti e riduce nello stesso tempo zone in cui trattare o depositare rifiuti. L’uso delle discariche comporta uno spreco di materiali che, almeno in parte, sarebbero riciclabili oltre a creare grande concentrazioni di rifiuti in zone circoscritte con possibili conseguenze negative sull’ ambiente. Quindi non configurano una soluzione ottimale al problema, tant’è vero la questione di una possibile discarica alle Borra, zona vicino a Figline Valdarno, è stato uno degli argomenti più caldi delle recenti elezioni comunali qui a Figline. Un grande numero di cittadini non sembra gradire una discarica nel territorio comunale.
È ormai chiaro a tutti gli esperti che bisogna intervenire a monte per diminuire drasticamente il volume dei rifiuti da smaltire.
Il riciclaggio volto a recuperare materiali da rifiuti invece di smaltirli è visto a livello internazionale come una delle strategie vincenti. Il riciclaggio previene lo spreco di materiali utili, riduce il consumo di materie prime, riduce l’utilizzo di energia e conseguentemente l’emissione di gas serra. Il riciclaggio è quindi un concetto chiave nel moderno trattamento di tutto ciò che vorremmo buttare.
Il CALCIT Valdarno – Comitato Autonomo Lotta Contro i Tumori – ogni anno prende la lodevole iniziativa di organizzare un mercatino dell’usato con una sezione speciale dedicata ai bambini e gestito da loro stessi. Così vengono responsabilizzati e imparano fin da piccoli a essere protagonisti nella gestione dei rifiuti e si impadroniscono del concetto riciclaggio.
Nella foto il gruppo delle ragazze pom pom con la loro bella bancarella di vestiti troppo piccoli ma ancora buoni e di tanti giocattoli ormai superati dall’età. Stanno fabbricano dei pom pom rossi per incuriosire i passanti e invogliarli a fermarsi e acquistare.

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