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Nebbia a Figline

Un gruppo di ragazzi segue la loro maestra a Figline
A Figline e in tutta la Valdarno la nebbia è frequente intorno al periodo invernale a causa della presenza dell’Arno e dei suoi numerosi affluenti.
La nebbia è una sorta di nuvola che si forma a terra per condensazione del vapore acqueo contenuto nell’aria. Il fenomeno della condensazione avviene quando il vapore acqueo si trasforma in liquido, nel caso della nebbia, in minuscole goccie d’acqua.
Quando l’aria a terra, carica di vapore acqueo, subisce un raffreddamento repentino, tipicamnete nel tardo pomeriggio e poi durante la notte, ecco che il vapore condensa e ci troviamo avvolti nella nebbia per parecchie ore al giorno. Gli scienziati parlano in tal caso di nebbia “da radiazione”. Di solito nella tarda mattinata il sole riesce a disperdere la nebbia e anche a Figline ci possiamo godere qualche momento soleggiato. Ma l’incanto dura poco, perché con il calare del sole la temperatura si abbassa notevolmente e rapidamente e di consequenza nuova nebbia inizia a formarsi e la mattina dopo ci troviamo di nuovo avvolti dalle solite nuvole bianche fiché il sole non riesce e disperderle.
Comunque i figlinesi convivono bene con il fenomeno della nebbia ricorrente e tendono alle loro occupazioni senza farsi disturbare troppo. Come questo gruppo di ragazzini che procede a passo svelto e ben disciplinato, in fila quasi perfetta per due, verso una meta didattica, seguendo la loro maestra.

Saldi fine stagione a Figline

vetrine con saldi fine stagione invernale 2012 a Figline

“L’Epifania tutte le feste le porta via” dice il vecchio detto popolare. Ma in compenso segna l’inizio dei saldi invernali 2012. La Conferenza Stato-Regioni ha stabilito la data di inizio dei saldi invernali unica per quasi tutta l’Italia. Si tratta del primo giorno feriale antecedente l’Epifania, dunque del 5 Gennaio 2012.
Il 5 gennaio quindi sono iniziati i saldi invernali di fine stagione 2012.

Molti commercianti durante questo periodo abbassano i prezzi più o meno notevolmente per attirare ancora dei clienti. E nel paese in preda a una grave crisi economica e di un tasso di disoccupazione mai visto in passato, i clienti non sono numerosi. In modo particolare si vedono notevoli sconti nel settore dell’abbigliamento. La stagione del freddo si sta lentamente esaurendo. Inoltre quest’anno le temperature sono state mitissime per un periodo eccezionalmente lungo e perciò non occorreva far ricorso a giacche o cappotti pesanti. Quindi molti capi d’abbigliamento invernale corrono il rischio di restare invenduti. Così ingombrerebbero il magazzino che invece occorre tenere ben libero per poterci collocare la nuova merce per la stagione del bel tempo. Anche a Figline Valdarno i saldi sono iniziati e sembra che anche i clienti non mancano.

Pendolari del Valdarno

Un treno passa da Bruscheto dove si trova il ponte di Annibale

Uno delle grosse attrattive di Figline nel Valdarno è il fatto di essere collegato con Firenze tramite il treno. Se si è fortunati si sale alla stazione di Figline e solo venti minuti più tardi ci si trova a poter scendere a Santa Maria Novella, in pieno centro di Firenze. Purtroppo i tragitti Figline – Firenze e ritorno spesso non vanno così lisce. Mentre per i tanti turisti che pernottano a Figline e usano il treno per le loro visite a Firenze, un ritardo, anche se prolungato, non è poi tanto grave, perché possono pur sempre ammirare il panorama toscano mentre aspettano, il discorso cambia per chi si reca al lavoro o alla scuola a Firenze tutti i giorni. E sono migliaia di persone.

Le proteste frequenti dei pendolari si possono trovare facilmente nei notiziari dei giornali locali e ora anche su Facebook, firmati dal portavoce del Comitato dei pendolari del Valdarno, Maurizio Da Re.
I pendolari del Valdarno spesso sono inchiodati alle loro stazioni di partenza a attendere treni in ritardo. E quando i treni arrivano i pendolari si trovano ammassati in vetture stracariche e poco puliti, e devono subire ritardi durante il percorso. E non manca la variabile di treni totalmente soppressi all’ultimo momento.

Trenitalia spiega che il disagio viene causato da guasti tecnici improvvisi. e in questa maniera si spiega anche il sovraffollamento dei treni usati dai pendolari, perché se un treno è in ritardo se ne prende un altro e così si sommano i passeggeri in un treno solo, non destinato a un numero così alto di passeggeri.
Trenitalia afferma inoltre che i treni sono tanti e i disagi accadono di rado. Non è dello steso parere il Comitato dei pendolari del Valdarno. Sostiene che i ritardi sono frequenti e penosi per chi deve usare il treno per raggiungere il posto di lavoro o di studio tutti i giorni.
Il Comitato denuncia i privilegi dei treni dell’alta velocità che sulla direttissima Roma  Firenze sono sempre più frequenti e che hanno diritto di precedenza sui treni dei pendolari. Tutti sulla stessa linea, tutti prepotenti con i treni dei pendolari. E già temono l’arrivo di Italo, il treno veloce di Montezemolo e Della Valle, che correrà sulla stessa linea direttissima.

Nella foto un treno passa da Bruscheto, dove si trova il mulino antico e il ponte di Annibale.

Filiera corta in Valdarno

Filiera corta in Valdarno

La filiera corta è una filiera produttiva caratterizzata da un numero limitato di passaggi produttivi, e in particolare di intermediazioni commerciali. Idealmente porta al contatto diretto fra il produttore e il consumatore, evitando le intermediazioni, specie quelli commerciali. Lo scopo della filiera corta è ovviamente ridurre al minimo tutti quei costi accessori che trasporto e intermediazione commerciale comportano.
Anche nel Valdarno il consumo di prodotti di origine locale sta vivendo un periodo di grande espansione, e non a caso: la promozione dei prodotti “a chilometro zero” ha risvolti positivi sotto tanti punti di vista. I cibi di provenienza locale sono più freschi dei prodotti che hanno dovuto subire trasporti e immagazzinamento. I prodotti del territorio consentono il risparmio delle spese di trasporto e delle emissioni di anidride carbonica, pertanto la loro scelta contribuisce in modo significativo alla sostenibilità ambientale. Dal punto di vista economico è evidente che il consumatore che si rivolge direttamente al produttore possa spuntare un prezzo particolarmente favorevole, cosa che non va sottovalutato in un periodo di crisi come quello attuale.
Inoltre la esclusione di passaggi intermedi riesce a garantire un prezzo equo al produttore che in tal modo è stimolato ad espandere la sua produzione.
Detto tutto questo è evidente che i piccioni di Matassino, frazione di Figline Valdarno sulla riva destra dell’Arno, sono perfettamente in linea con le ultime tendenze. Evitando qualunque complicazione si servono direttamente alla fonte, come ben si vede nella foto scattata pochi giorni fa nei pressi di Matassino. Si cibano dei semi di girasole direttamente sul campo. Arrivano a stormi e si posano sui fiori secchi e pieni di semi dei girasoli e beccano i semi finché non sono sazi.
Scene di questo genere si potevano vedere su e giù per il Valdarno negli ultimi tempi, perché i contadini non hanno raccolto i girasole quando erano maturi; ne ignoro il motivo.

Ponte sull’Arno a Figline

Il ponte sul'Arno a Figline Valdarno, con passerella

Il fiume Arno è lungo 241 km, nasce sul Monte Falterona e sfocia nel Mar Ligure. Ha un regime estremamente torrentizio e questo spiega bene le magre quasi totali lungo tutto il suo corso, specie nei mesi estivi. Per contro il fiume in autunno è soggetto a piene assai violente ed impetuose, spesso causa di devastanti alluvioni, la più grossa a memoria d’uomo fu quella del 4 novembre 1966 che danneggiò – tra tante altre cose – il Ponte di Annibale a Bruscheto.
Il corso dell’Arno viene per tradizione diviso in sei bacini, e quello che interessa il Comune di Figline è il Valdarno Superiore, una lunga valle delimitata a destra dal Pratomagno e a sinistra dai Monti del Chianti. L’Arno si è scavato profondamente il suo corso, per cui il fondovalle è relativamente stretto e percorso da grandi arterie di comunicazione quali la statale 69, autostrada A1 del Sole, ferrovia e direttissima Firenze – Roma.
A Figline c’è un ponte sull’Arno frequentatissimo, perché oltre a collegare il centro del comune con l’abitato di Matassino serve come collegamento per il Comune di Regello nonché Vallombrosa e altre mete produttive e turistiche. Come quasi tutti i ponti sull’Arno fu distrutto dalle mine dei tedeschi in ritirata nelll’estate del 1944. Fu ricostruito in fretta, ma i detriti del vecchio ponte sono ancora lì nel letto del fiume e ben visibile durante le magre.
Nel tratto figlinese dell’Arno il letto del fiume è largo, ciottoloso e soggetto ad erosione. Il conseguente abbassamento progressivo del letto provocò notevoli danni alle fondamenta dei piloni del ponte, che nel 1962 ha dovuto essere rifondano. La datazione del ponte originale è molto incerta, forse risale alla metà del’800.
A coronamento del ponte si vedono nella foto i tre archi bianchi che costituiscono la passerella ciclo-pedonale posta l’anno scorso dopo una prolungata attesa che ha fatto aumentare la speranza che il ponte potesse diventare più fruibile. Pedoni e ciclisti rimasero parecchio delusi quando finalmente fu aperta al traffico la passerella; i più scelgono di ignorarla.